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26/01/2004
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Cervello spappolato
Degli anni Novanta, premetto, non me ne frega nulla. Sono nata nel '69 e dall''84 vivo in una profonda apatia. A un certo punto, qualcosa dev'essersi fermato ad altezza piloro, qualcosa che non è mai andato giù, e ho smesso di guardarmi intorno con interesse. Se qualcuno mi chiedesse cosa penso degli anni Ottanta e cosa del decennio successivo, niente, risponderei. Tabula rasa. Ciononostante, ieri sera mi son guardata la prima puntata della trasmissione di Labranca, Anni Novanta, appunto. Tutta colpa di TvSette, che annunciava, tra gli ospiti: Irene Pivetti, Eva Robbins, Giuseppe Genna e Platinette. Ok, era solo la prima puntata, però io non ho mica capito dove si andava a parare. Inizialmente, credevo che la chiave di lettura fosse quella della contraddizione. Tra sacro e profano, per esempio, tra le beatificazioni di Escrivà, Padre Pio e Madre Teresa e la finta trasgressione del MiSex. E fin qui, tutto chiaro. La Pivetti, ex vandeana ora in versione pulp, commenta in maniera apparentemente sensata, intervallata, qua e là, da Eva Robbins e da Platinette. Guardo e penso: beh, tutto qui? Insomma, hai l'occasione per mettere insieme tre donne transgeniche in un colpo solo e ti accontenti di farle parlare come brave scolarette senza nemmeno sfrucugliare un po'? A un certo punto appare Genna, giusto il tempo di dire che la televisione vola basso per timore dell'audience e che questi anni hanno portato uno stravolgimento nella sua alimentazione: addio formaggini Milkana, è tempo di cibo macrobiotico (che poi, io non me lo immagino proprio a mangiar pappette di soya). Epporcoggiuda, questi erano ospiti da mettere tutti insieme nella gabbia delle tigri con un domatore molto perfido, attrezzato di frusta lunga e cattiva! Mica era gente da accomodare in poltrona a dir due parolette (e tagliandone altre cento), in solitudine davanti all'obiettivo. Insomma, sarà che ora sono delusa e in debito di sonno, ma questa prima puntata m'è sembrata una serie di esasperanti coiti interrotti. Una trasmissione così concepita riesce a dire qualcosa sugli anni Novanta a suo dispetto: è stata, insomma, la fotografia perfetta dell'incapacità collettiva di tessere le fila di un discorso, privato, lavorativo o politico che sia, nonché l'apoteosi della frammentarietà, della polverizzazione temporale e dell'anemia speculativa che caratterizzano questo tempo.
La cara amica C* mi avverte che quella di ieri sera non era la prima puntata di Anni Novanta. Dice che lei l'ha visto anche la settimana scorsa. Sorvolo sui suoi commenti, più acidi dei miei. Ho le amiche che mi merito. :-))
Shangri-La, 14:21:17
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