<$MTINCLUDE$ MODULE="left_side">


« Esco di rado (e parlo ancora meno) |  HOME  | Cervello spappolato »

23/01/2004

<$MTENTRYCATEGORY$>

Andate in castità e così sia

Lei si chiamava Noemi. Anni fa, durante una nostra conversazione, lui fece il suo nome. All'inizio non realizzai.
"Senti, ma hai capito anche tu quel che credo di aver capito io"?, chiesi a chi era con me.
"Eccome", fu la risposta.
"Dai, non ci credo. Sarà il nome della perpetua", dissi.
"Ma va là, quale perpetua. La mia Noemi, ha detto. L'ho sentito bene".
"Oh".
Insomma, aveva una fidanzata. Nascosta, sì, ma neanche tanto. E in fondo c'era poco di che sorprendersi: sempre stato, lui, un prete sopra le righe. L'unico per me digeribile - nonostante le nostre discussioni all'ultimo coltello - insieme con il mio professore di religione del liceo.
Mi è tornato in mente ora, mentre leggo che "particolare attenzione merita la cura delle dimensioni affettive e sessuali della persona handicappata".
Lo dice il Papa e pare un segno di grande apertura. A corredo, il Corsera riporta le dichiarazioni della madre di un fisico nucleare 38enne disabile, che tre volte alla settimana, per la modica cifra di 80 € a prestazione, accompagna il figlio dalle prostitute. Sia lei che il figlio ricordano - casomai ce ne fosse bisogno - che l'appartenenza del sesso all'ordine delle normali pulsioni umane è pura ovvietà.
Ora io non voglio saltare di palo in frasca e discutere la dottrina della Chiesa sul celibato di sacerdoti e suore. Quel che mi chiedo è: come, in quale misura e con quali conseguenze chi fa voto di castità sublima queste pulsioni? Domanda legittima, credo, a fronte di recenti scandali, del disagio esistenziale sommerso di tanti sacerdoti e della mancanza, nella cultura cristiana, di alcunché di paragonabile alla conoscenza orientale dell'unità psicofisica dell'individuo.


11 Commenti

Shangri-la. Un weblog per tutti e per nessuno.

shangrila_blog@libero.it