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21/01/2004

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Un posto al sole

È datata 26 dicembre e non ha mai ricevuto una mia risposta. Si tratta dell'e-mail di un sedicente "ragazzo di 26 anni con un'occupazione non ben definita", ricevuta al rientro dalle feste nella casella di posta dell'ufficio.
La lettera esordiva con il classico e anacronistico "scusi se La importuno", cui seguiva la motivazione di tanto ardire: un nugolo di scalpitanti poesie di belle speranze non mi danno tregua, spiegava il mittente, e reclamano a gran voce il proprio posto al sole.
Cosa potessi mai fare io per le sorti di questo poeta, non so. Nel corpo dell'e-mail, due liriche, che già a prima lettura parevano distinguersi per assenza di ritmo, lingua piatta, patetismo a volontà e uso maldestro dei congiuntivi. Presi tempo. Domani risponderò, pensai, non appena mi verrà l'ispirazione per replicare con due-tre parolette di circostanza. L'ispirazione ovviamente non venne mai e da allora, come un tappo di sughero che tento inutilmente d'affondare, quest'e-mail torna periodicamente a galla. La riapro, la rileggo, ci penso un po', la richiudo. Tuttavia solo oggi, per la prima volta, ho aperto il documento ad essa allegato.
Ussignur: una recensione delle poesie del suddetto firmata da Vincenzo Cerami, dove si elencano, in ordine cronologico, le pubblicazioni del Nostro, corredate di lodi sperticate.
Sticazzi. Leggo nientemeno: "È un poeta vero", "L'intelligenza è il segno forte di questo poeta, accostata a una sincerità quasi impudica, di ingenuo candore", "L'urgenza (direi l'emergenza) che presiede alla scrittura spinge talvolta verso la deriva prosastica e narcisistica. Ma sono proprio questi rischi che rivelano un'ansia autentica di essere e di capire il mondo. La poesia è sempre dimostrazione di coraggio. E *** ha tutta l'incoscienza dell'eroe. Un che di ipocondriaco, di sfrontato risuona qua e là, e di silenzioso".
E bravo Cerami, complimenti. A una lettura più attenta, il pezzullo, che olezza di recensese lontano un miglio, è un elenco di insulti mascherati da altisonanti apprezzamenti, una sequela di luoghi comuni della critica letteraria sottolineati da risate registrate made in Mediaset ("sincerità impudica"? Ah ah. "Deriva narcisistica"? Ah ah. E così via).
Ora che ci penso, concordo con l'illustre critico: "Un che di sfrontato risuona qua e là" e fa cucù, cucù! come l'orologio a muro di mia nonna.


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