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15/01/2004

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Let it be

Si apre il pugno per stanchezza, quando stringere l'aria viene a noia. Si lascia andare, ci si volta dall'altra parte e si respira a fondo. Va bene, va bene così. È allora che i cancelli si aprono e la carcerazione finisce, a sorpresa.
Come quando non sapevi nuotare e schiaffeggiavi l'acqua decisa, ma inefficace.
Fu a Porto Recanati. C'era in acqua un uomo sulla quarantina, credo, che osservava divertito il mulinare dei braccioli, accompagnando le mie risate sgangherate e un po' sdentate. "Vieni, rilassati, ti tengo io", mi disse. Mi irrigidii. "Tranquilla, ti tengo". Lasciò la presa senza che me ne accorgessi e la magia riuscì: io galleggiavo.


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