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22/12/2003 <$MTENTRYCATEGORY$> Cu è chistu?
A fine anno, rituale travaso di dati, indirizzi e numeri di telefono nell'agendina nuova. Stavolta, m'è venuta un'idea malsana: trascrivere tutta la rubrica del cellulare. Un lavoro certosino che non so se proseguirò. Fatto sta che son tornati a galla i cadaveri. Per esempio, tale Luciano. Mah. Credo - ma non ci giurerei - fosse uno che mi scriveva e-mail illeggibili, fintamente colte e realmente confuse, qualche eternità fa. E Bob, alias Roberto X? Niente, il cognome non me lo ricordo più. Il resto sì. C'è stato un tempo in cui mi chiamava tutti i santi giorni e ne diceva di cose, uh, se ne diceva. L'ultima volta che l'ho sentito, aveva mollato la convivente. E così sia. Poi c'è B., il fotografo artistoide che a tutti i costi aveva insistito perché conoscessi un barbiere fulminato e scrivessi una cosa ispirata su tale sedicente benefattore dell'umanità. Ci andai e trovai un pazzo, con il negozio tappezzato di foto di sé medesimo che faceva il santone al Mauriziocostanzosciò, di cuori rossi pulsanti con frasi illuminate e altre barocche corbellerie. Tal Claudio, invece, giuro che non so più chi sia. Nemmeno se ci penso fino a domani, ci arrivo. Guido credo invece sia quel tizio che m'ha messo nella sua dannatissima mailing list e mi intasa la casella di posta con comunicati stampa di eventi imperdibili, tipo: oggi all'Autorimessa della Musica si esibiscono Giopy e Minnie, con la straordinaria partecipazione di Clarabella. Ma por favor! Valerio invece me lo ricordo bene. Litigate memorabili al telefono. Un giorno m'ha costretta a tornare in ufficio in un sabato di festa, tra Natale e Capodanno, corrompendo le guardie all'ingresso, dopo che m'aveva accusata di non so più quale negligenza. Ero al mare o al lago, non ricordo più. Monto in macchina, torno di corsa a Milano e scopro che, manco a dirlo, l'idiota aveva torto marcio. L'ho letteralmente assordato, dopo. Emiliano uguale "titolare di un sito di auto e moto" (ma quale? Boh), incontrato una sola volta, uno di quelli che quando vengo a Milano ti invito a pranzo, mentre entrambi si sa perfettamente che non ci si vedrà mai più. E Massimiliano, Noemi, Paolo e Tiziana? Nebbia. Conosciuti in qualche altra vita, rubricati e subito dimenticati. È tutta una nevrosi assurda, un caracollarsi addosso di affettuosità esagerate, un bombardarsi di email e telefonate per qualche mese, massimo un anno, salvo poi lasciarsi inghiottire nel nulla subito dopo. Normalmente sono ondate che subisco, a barca ormeggiata e con la mente quasi sempre lucida e fredda. Tuttavia ogni volta, di fronte a questi incontri fatali a ripetizione, sulla via di Damasco, rimango alquanto perplessa. Manca il senso della misura, mancano il pudore e il rispetto che suggerirebbero di non consumare se stessi e gli altri in una crisi bulimica di parole senza freni, di abbracci più o meno metaforici, di iperboli retoriche e di tanti "per sempre" da avvinazzati. Manca la stoffa della gente che dura. Shangri-La, 13:06:44 25 Commenti |
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